Grossiti di Canapa Italiana

Grossisti canapa Italiani
ll mercato della canapa, inteso come il lavoro di agricoltori e grossisti di canapa italiani, sta ormai spostando il suo baricentro verso il commercio di prodotti coltivati quasi esclusivamente sul territorio italiano.

Se fino ad oggi il mercato delle infiorescenze di marijuana light é stato appannaggio quasi esclusivo di coltivatori e grossisti olandesi e svizzeri, oggi tale supremazia commerciale sta lentamente lasciando il passo a prodotti di origine italiana, coltivati e distribuiti interamente da realtà imprenditoriali del nostro paese.

Questo cambiamento di rotta nei confronti delle importazioni di canapa da altri paesi europei (Olanda e Svizzera in particolar modo), é dovuto fondamentalmente al fatto che la legge 242/2016 sulla filiera della canapa e sul commercio delle relative infiorescenze é ora più che mai in attesa di una rilettura al confronto del tessuto imprenditoriale italiano (agricoltori, ricercatori, aziende agricole, distributori e venditori) che da anni attendono un apparato normativo a sostegno del proprio lavoro e del proprio prodotto.

L’Italia nel settore agricolo della produzione di canapa ha una secolare tradizione, tramandata da decenni, ed oggi più che mai tornata alla ribalta sotto l’entusiasmo economico del mercato legato alle infiorescenze di marijuana e prodotti derivati (oli, cosmetici, alimenti, etc).

La canapa é oggi coltivata da nord a sud della nostra penisola, e se fino a qualche anno addietro la filiera é stata pensata e strutturata pensando alla produzione di canapa per ottenere fibre, materiale tessile e carta, oggi moltissime aziende stanno considerando tale coltura per ricavare le tanto di moda infiorescenze.

La filiera commerciale della canapa, in particolare di quella legata alle infiorescenze e agli estratti di olii CBD, é sempre di più orientato verso un mercato di tipo nazionale, laddove le aziende agricole produttrici sono realtà agricole italiane.

Carmagnola Selezionata, Ferimont, Eletta campana, Finola, Kompolti. Queste sono solo alcune delle tante varietà di semi di cannabis utilizzati dagli agricoltori italiani e adatti alla produzione di grandi quantità di infiorescenze da immettere nella rete commerciale della marijuana leggera.
Un mercato, quello dei fiori di marijuana essiccati, in forte espansione, ormai regolamentato da leggi nazionali ed europee, le cui potenzialità di guadagno stanno attirando l’attenzione di molti imprenditori e aziende agricole italiane.

Produrre canapa é davvero un buon investimento, confermato dai dati ufficiali e dai più che positivi numeri diffusi da Coldiretti recentemente. Basti pensare, infatti, che i terreni destinati alla produzione di canapa sono aumentati nell’ultimo quinquennio di ben 10 volte, portando gli ettari da 400 a 4000 nel 2018.

Oggi con la coltivazione e la vendita all’ingrosso di canapa si possono guadagnare tranquillamente fino ai 15 mila euro per ettaro coltivato. Un buon prodotto che tenga conto della destinazione d’uso é il primo passo verso il successo. Quello che in termine tecnico si chiama “pianificazione del lavoro”, rapportato al mondo della canapa significa coltivare varietà di piante adatte al nostro scopo. Varietà di piante adatte per le infiorescenze di marijuana light, per esempio, dovranno essere particolarmente ricche di terpeni, mentre varietà di piante destinate all’estrazione di oli essenziali dovranno essere particolarmente ricche di CBD.

Lo sanno bene i produttori di canapa olandesi, quelli svizzeri, ed ora anche molti produttori di canapa italiani che hanno fiutato nella “erba legale” e prodotti a base di CBD una buona opportunità per fare soldi.

La filiera della canapa vede protagonisti diversi attori, dai proprietari terrieri, agli agricoltori, dagli agronomi, ai distributori, dai venditori all’ingrosso fino ai piccoli dettaglianti. Un mercato che vale ormai diversi milioni di euro l’anno, la canapa prodotta per ricavare infiorescenze di marijuana light é un segmento economico che oggi fa gola a molti aspiranti imprenditori del settore.
Quanto rende la canapa per ettaro
Si aggira intorno i 15000 euro per ettaro il guadagno approssimativo stimato dalla coltivazione della canapa. Questo il calcolo effettuato per ettaro coltivato a canapa sativa che ha come destinazione d’uso la “marijuana light” e l’estrazione di CBD (il noto cannabinoide presente nella canapa riqualificato e apprezzato a livello terapeutico).

Guadagnare con la canapa

I numeri, ovviamente, si riferiscono a produzione e vendita di canapa all’ingrosso, e sono strettamente correlati ai prezzi di mercato del periodo in cui é stato scritto questo articolo. Detto questo, vediamo quanto si guadagna coltivando canapa.

Con la coltivazione di canapa si guadagnano un bel po di soldi. Stornati ovviamente i costi di produzione (semi, acqua, energia, personale e quant’altro) quello che rimane é il cosiddetto guadagno netto. Ricordiamo che oggi la canapa viene coltivata e destinata ad una molteplicità di usi diversi (olio, cosmetici, alimenti, industria tessile, materiale energetico, infiorescenze, etc). Tolti, quindi, i relativi costi di produzione, il guadagno per ettaro di campo coltivato a canapa varia a seconda del tipo di produzione che si intende sviluppare. Tra tutte le possibilità che oggi un agricoltore ha a disposizione, quello della produzione di canapa per ricavare infiorescenze di marijuana light é quella che offre le prospettive di guadagno maggiori.

La marijuana light e gli olii estratti dalla cannabis sono oggi una nicchia di mercato promettente dal volume di affari annuo consistente, In ragione di ciò molte coltivazioni di canapa che in passato producevano varietà adatte per l’industria tessile, si sono oggi convertite alla produzione di esemplari più ricchi di cannabinoidi e più idonei alle attuali richieste di mercato.

Varietà di canapa che é meglio coltivare per olio CBD e infiorescenze

Abbiamo detto che oggi il mercato della canapa che va per la maggiore é quello di piante la cui varietà é più adatta ad ottenere infiorescenze e olio di CBD(cannabidiolo).

Il CBD, lo ricordiamo, fa parte della famiglia dei cannabinoidi presenti nelle piante di canapa, ed insieme al THC (delta-9-tetraidrocannabinolo)é uno dei composti chimici più importanti presenti in questo vegetale.

In Italia ed in Europa é legale coltivare piante di canapa soltanto se inserite nel “catalogo ufficiale della comunità europea”, nel quale sono elencate circa 67 varietà di semi legalmente coltivabili perché a basso tenore di THC e più o meno ricche di CBD. Detto questo, va sottolineato il fatto che non tutte le varietà di semi presenti nell’elenco siano valide per la produzione di infiorescenze, e non tutte siano adatte per ottenere olio di CBD o estratti di oli essenziali. Per capire quale varietà é meglio coltivare per ottenere l’uno o l’altro prodotto, é opportuno tener conto della tabella dei semi e leggere i relativi contenuti di CBD e THC di ogni specie. Per coltivare infiorescenze, per esempio, le varietà più utilizzate in questo momento Italia sono Eletta Campana, Carmagnola Selezionata, Finola, Kompolti e Fibranova. Per l’estrazione di olio di CBD, invece, le varietà di canapa legale maggiormente utilizzate sono Eletta Campana, uso 31, Fibranova, Ferimon e tante altre specie.

Varietà di seme

A livello europeo le varietà di semi di canapa che é legale coltivare per ottenere infiorescenze di marijuana light, olio di CBD, olii essenziali, fibra e quant’altro, sono soltanto quelle iscritte nel Catalogo ufficiale” contenente specie di piante dal basso contenuto di THC. Le varietà attualmente iscritte nel catalogo sono provenienti da paesi come l’Italia, la Francia, l’Ungheria, l’Ucraina e la Svizzera. Ricordiamo, quindi, che chiunque avesse in animo di intraprendere la produzione di canapa finalizzata al mercato della marijuana legale o a quello degli olii esenziali di CBD, é bene che tenga conto di queste informazioni e abbia chiaro sin dal primo momento per quale produzione é maggiormente orientato. Risulta evidente che se l’obiettivo del produttore é quello di ottenere fiori di marijuana leggera allora le varietà da seminare saranno diverse rispetto ad un tipo di produzione per ottenere semi o materiale energetico o tessile.

Erba legale con polemiche

In Italia la cosiddetta marijuana light, quella povera di THC (il principio attivo della marijuana) ed ottenuta da semi certificati a livello europeo, é un prodotto assolutamente legale, il quale però spesso viene accusato di essere un tentativo di liberalizzazione delle droghe leggere. Come dire, legale si, ma non senza polemiche. Riteniamo quindi che, sebbene ci troviamo di fronte ad un mercato, quello della marijuana light, si legale ma non ancora propriamente assorbito dalla coscienza popolare, sia necessario un intervento a 360 gradi che sia di tutela per tutti coloro operano a vario titolo all’interno di questa filiera. Un intervento richiesto non solo da istituzioni pubbliche e private, ma dagli stessi agricoltori italiani che vorrebbero veder maggiormente salvaguardato il proprio prodotto.

Coltivazioni biologiche

Se in passato il termine biologico non veniva impiegato perché non se ne sentiva, evidentemente, il bisogno, oggi con questo aggettivo si fa riferimento ad un sistema di produzione nel quale sono impiegate soltanto sostanze naturali, presenti cioè in forma del tutto naturale nell’ambiente (acqua, fertilizzanti, luce, etc), evitando l’utilizzo di sostanze di chimiche. Anche nell’industria agricola legata alla coltivazione di canapa é necessaria una distinzione tra prodotti ottenuti con ilmetodo biologico e quelli ottenuti senza tale accortezza. Oggi che la canapa é utilizzata sempre di più nell’industria alimentare e cosmetica (olii, creme, unguenti, etc), le persone sono molto più attente all’origine del prodotto stesso e alle tecniche di coltivazione impiegate. Oltre che di coltivazione biologica o no, per quanto riguarda la canapa una delle distinzioni da fare é quella relativa al tipo produzione, se Indoor o Outdoor.

Produzione Indoor

Le coltivazioni dette indoor sono quelle che avvengono al chiuso, in serre, laboratori, garage, ambienti spaziosi e spesso anche all’interno di abitazioni private. Per le produzioni indoor si può procedere sia con la semina in vaso, che con la semina in terriere appositamente pensate allo scopo. Questo tipo di produzione é quella che richiede maggior impiego di risorse umane; concimi, fertilizzanti, acqua e manutenzione quotidiana sono fondamentali per ottenere un raccolto di qualità e che tenga conto delle crescenti esigenze qualitative del mercato della canapa, in particolar modo di quello delle infiorescenze di erba legale.

Produzione Outdoor

Le coltivazioni outdoor sono invece quelle che avvengono in campo aperto, e sono quelle che tecnicamente garantiscono una raccolto maggiore. Il livello di qualità da prodotto coltivato all’aperto e canapa coltivata al chiuso varia soltanto nella misura é destinato il raccolto. Nella produzione di materiale per l’industria tessile, per esempio, un raccolto maggiore garantito dalla semina outdoor é da preferirsi ad un raccolto minore indoor da destinare al mercato delle infiorescenze. Ecco quindi che in base alla destinazione d’uso del prodotto orienteremo la scelta sul tipo di coltivazione da adottare. La canapa é una pianta che per svilupparsi non richiede particolari tipi di attenzioni. Per crescere ha bisogno soltanto di luce, acqua laddove il terreno é piuttosto asciutto, fertilizzanti naturali e intervento ordinario nelle colture indoor.
Nelle coltivazioni outdoor, come detto, l’intervento dell’uomo é ridotto al minimo, laddove per crescere sane e robuste le piante di canapa non richiedono particolari accorgimenti.

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