Grossisti di canapa svizzera

Grossisti di canapa cbd Svizzeri

Importazioni bloccate dalla Svizzera all’Italia

In Svizzera la normativa attuale vieta la coltivazione, il consumo e la vendita di Cannabis che abbia un contenuto di THC (tetraidrocannabinolo) superiore all’1% (in Italia tale limite è più basso ed è fissato in 0,6%). Canapa con livelli di THC oltre la soglia dell’1% è considerata una vera e propria sostanza stupefacente, e come tale subordinata ad autorizzazioni speciali rilasciate esclusivamente dall’Ufficio federale di sanità pubblica (Ufsp) preposto allo scopo.

La svizzera nel 2018 è andata al voto per depenalizzare l’uso della canapa. L’elettorato elvetico si è opposto a tale proposta di legge, accettando, però, una legge specifica che regolasse l’impiego controllato degli stupefacenti. La situazione attuale svizzera è molto simile a quella italiana, laddove la cannabis con livello di THC oltre la soglia dell’1% è considerata illegale. In Italia, sappiamo, tale limite è dello 0,6%, e l’uso terapeutico della cannabis è stabilito dal medico.

Il ritorno della cannabis in svizzera, ma in forma “light”

Dal 2008 ad oggi in svizzera la marijuana light (quella con THC sotto l’1%) è legale e molte aziende sono nate giusto appunto con l’obiettivo di coltivare e di vendere all’ingrosso e al dettaglio le infiorescenze di cannabis a basso contenuto di THC.

Oggi in svizzera la canapa light si può acquistare liberamente in erboristeria, dal tabaccaio o dal giornalaio, e per molti grossisti europei le varietà elvetiche sono considerate tra le migliori qualità di cannabis in circolazione. Genetiche di qualità, strutture adeguate, clima, temperatura ideale e “location”, probabilmente, sono gli ingredienti che consentono a questo paese di imporsi quale punto di riferimento per la produzione di infiorescenze di qualità e ottimali sotto ogni punto di vista.

Abbiamo capito che le importazioni di marijuana light dalla svizzera verso l’Italia sono bloccate. Questo almeno è quello che ha stabilito il nostro Ministero della salute. Nonostante questo però, notiamo che su internet appaiono annunci e decine di siti internet che vendono all’ingrosso moltissime varietà di canapa light.
In molti si chiedono se sia possibile comprare cannabis light direttamente dalla svizzera, e se esiste un modo legale per aggirare il blocco imposto alle frontiere. Come riuscire ad acquistare marijuana light dalla svizzera è la domanda che tanti venditori e distributori italiani si fanno, sopratutto da quando alla dogana vige il blocco delle importazioni voluto dal Ministero della salute, e sopratutto perché la qualità della canapa svizzera a parità di THC risulta essere spesso migliore delle varietà nostrane.

Comprare marijuana light dalla svizzera è legale?

Per la legge italiana la coltivazione e la vendita di cannabis light è legale soltanto se i semi appartengono ad una delle 68 varietà iscritti nel catalogo della comunità europea (vedi elenco ufficiale nell’immagine sotto).

Elenco varietà di canapa iscritte nel catalogo delle specie della comunità europea

Al momento in cui scriviamo le importazioni di marijuana light dalla svizzera verso l’Italia sono bloccate. Questo significa che le importazioni dirette di cannabis light dai produttori e grossisti svizzeri verso l’Italia non sono autorizzate. Questo, almeno, è quello che ha stabilito il nostro Ministero della salute ed è quello che avviene ai valichi di confine tra il nostro paese e la Svizzera.
Il motivo per cui le importazioni sono bloccate è perché gran parte della produzione di marijuana leggera avviene con sementi non certificati a livello europeo, vale a dire con semi non iscritti nell’elenco delle 68 varietà di canapa regolamentate nel catalogo della comunità europea, ed in quanto tali non autorizzate nel nostro paese. Nonostante questo, però, non è raro, su internet, trovare rivenditori che offrono qualità di marijuana light di produzione svizzera, venduta sfusa, al dettaglio e all’ingrosso.
A questo punto la domanda è la seguente: la marijuana light prodotta in svizzera è legale? Esiste un modo legale per ottenere dai grossisti d’oltralpe i loro prodotti? Si, la risposta ad entrambe le domande è positiva. Si, la marijuana light è legale nella misura in cui questa è prodotta con uno dei 68 semi inseriti nel catalogo ufficiale della comunità europea. Si, esiste un modo legale per avere il prodotto svizzero qui in Italia. Molti produttori, infatti, dispongono di magazzini e luoghi di stoccaggio in territorio italiano, e questo fa si che i loro prodotti vengano spediti in tutta Italia in maniera legale. La cannabis light svizzera, quindi, è legale se prodotta con semi certificati, e se accompagnata dalle dovute certificazioni circa la genetica.

Le virtù del CBD

Il CBD, come dimostrato in più occasioni, è un composto chimico che si è reso efficace contro infiammazioni, stati ansiosi, depressione, nausea e tante altre forme patologiche. In molti casi, per esempio, il CBD si è rivelato utile contro l’epilessia e nell’alleviare i sintomi di alcune malattie infiammatorie.
Nella cannabis light prodotta e commercializzata sul territorio elvetico il livello di THC deve stare sotto l’1%, mentre il livello di CBD non ha limiti fissati per legge. In Italia il livello di THC deve rimanere sotto lo 0,2% (la legge tollera tale limite fino al 0,6%), mentre il CBD non ha limitazioni in quanto sostanza priva di effetti psicotropi.

Qualità della cannabis light svizzera

La normativa attuale impedisce alla marijuana prodotta, coltivata e spedita dalla Confederazione Svizzera di varcare le frontiere e arrivare in Italia. I dati sulla preferenza di marijuana light ci dicono che i prodotti coltivati sul suolo elvetico sono qualitativamente migliori. Questo perché riescono a produrre qualità di marijuana light con più alte concentrazioni di CBD, e per questo motivo più appetibili e apprezzate rispetto a varietà light prodotte nel nostro paese ma con meno CBD.

La cannabis a basso THC coltivata sul territorio svizzero ha caratteristiche molto diverse dalla cannabis light prodotta in Italia. Ciò in parte è dovuto, come detto, al più alto concentrato di CBD in ogni pianta, ma anche le genetiche utilizzate in svizzera sono diverse dalle genetiche utilizzate da noi. Le proprietà organolettiche, i profumi, gli aromi e l’aspetto delle infiorescenze coltivate indoor e outdoor in svizzera sono decisamente più appetibili di un prodotto coltivato nelle medesime condizioni in Italia.

I grossisti svizzeri

E’ un fatto risaputo che la cannabis light coltivata in svizzera è tra le migliori varietà in circolazione. Ricca di CBD, poco THC (sotto lo 0,6%), pregna di terpeni e particolarmente profumata. Per molti mesi i distributori italiani si sono rivolti ai grossisti svizzeri per acquistare infiorescenze di marijuana light di prima qualità, difficilmente reperibili sul mercato italiano. Tutto questo fino al 6 marzo del 2018, quando una circolare del Ministero della Salute su segnalazione della polizia di frontiera ha stabilito che le varietà di Cannabis light provenienti dalla svizzera sono da ritenersi prodotti “non legali” (vedere sotto le motivazioni addotte), per cui andava fermato alla frontiera qualsiasi flusso verso l’Italia di questo prodotto. “…, si dispone che le eventuali partite in importazione vadano rispedite in Svizzera, non essendo ammesse le importazioni della specie, alla luce dei chiarimenti al momento forniti. Per quanto riguarda le partite di merce già oggetto di procedimento penale, codesti uffici porteranno a conoscenza della A.G. procedente il contenuto della presente“. Il Ministero della Salute si è pronunciato in risposta ad una serie di segnalazioni provenienti dalle autorità di frontiera italiane, le quali, in ragione di una normativa che non chiariva determinati aspetti della questione, chiedevano quale fosse il giusto comportamento da tenere di fronte ai continui e sempre più frequenti casi di importazioni di marijuana dalla confederazione svizzera.

Una presa di posizione ferma quella del Ministero della Salute, la quale stabilisce il blocco a tutte le importazione di marijuana light dalla svizzera perché, si legge nel documento ufficiale intestato “Direzione Centrale Antifrode e Controlli”:

1)…“non risultano varietà di Cannabis Sativa ammesse in Svizzera”.
2) La L. 242/2016 non contempla la possibilità di importare “… varietà di Cannabis di cui al medesimo catalogo comune”. Si deduce, quindi, che i prodotti a base “di Cannabis provenienti dalla Svizzera non possono essere autorizzati ad entrare in Italia”.
3) Nel momento in cui il CBD non è una sostanza psicotropa, tutti i prodotti che contengono tale cannabinoide devono essere sottoposti alle medesime norme che si adottano in materia di medicinali.

Ad oggi sono tantissime le aziende italiane e svizzere sul piede di guerra e contrarie a questo documento (coltivatori, distributori, grossisti, etc) e che fanno sentire forte la loro voce contro motivazioni ritenute ingiuste, pretestuose e prive di alcun fondamento.

Importazioni di Cannabis Light dalla Svizzera: chi ha ragione?

La circolare del Ministero è una circolare intestata “Direzione Centrale Antifrode e Controlli” la quale non tiene conto del fatto che la marijuana proveniente dalla svizzera abbia un tenore di THC (la sostanza psicotropa) compreso tra lo 0,2% e lo 0,6%. Il Ministero, abbiamo visto, porta a sostegno del divieto una triplice argomentazione la quale, però, non è ritenuta convincente e corrispondente al vero.

Queste che seguono sono le risposte, punto per punto, alle motivazioni addotte dal Ministero.
Punto 1
In merito al punto 1 della circolare, va detto che la legge italiana autorizza la coltivazione e la vendita di marijuana a basso tenore di THC soltanto se questa appartiene ad una delle 68 specie di canapa inserite nel catalogo europeo delle varietà ammesse ad essere legalmente coltivate. La canapa proveniente dalla svizzera, secondo il giudizio del nostro Ministero, sebbene contenga poco contenuto di THC (sotto lo 0,6%), non fa parte dell’elenco delle 68 specie di cui sopra.
Punto 2
La legge 242/2016 non prevede la possibilità di importare in italia varietà di canapa da altri paesi. In particolare la canapa svizzera non è una varietà inserita tra quelle ammesse alla coltivazione, quindi ritenuta non in regola con la legge di riferimento 242/2016.
Punto 3
Le motivazioni del Ministero circa il punto 3 della circolare sono quelle che a detta di produttori e grossisti sono da ritenersi le più assurde e pretestuose.
Il Ministero sostiene che,“essendo il CBD una sostanza non psicotropa, i prodotti a base di questo cannabinoide (la marijuana light ne contiene una certa quantità) devono essere applicate le norme in materia di medicinali”.

Senza voler entrare nel merito della questione e dare giudizi che possono essere fraintesi, ci limitiamo a dire che il CBD è scientificamente riconosciuta una sostanza non dannosa per la salute, ma anzi, al contrario, salutare e ricca di proprietà benefiche. Questo per dire che le decisioni del Ministero su questo punto non sono credibili quanto, semmai, quelle ai punti precedenti.
La cannabis light coltivata in svizzera è un prodotto ambito e ricercato, lo abbiamo già ripetuto. Moltissime aziende elvetiche producono e coltivano cannabis light da spedire in tutto il mercato europeo. Quello italiano rappresenta un ottimo bacino di utenza, e questa decisione ha determinato per i produttori e i grossisti di marijuana svizzeri un grave danno economico.

Distributori e commercianti all’ingrosso si rivolgono ai produttori d’oltralpe perché la qualità di canapa da loro coltivata è ritenuta la migliore in circolazione.

Chi è intenzionato ad grossi quantitativi di marijuana light a prezzi concorrenziali da rivendere poi al dettaglio o all’ingrosso, allora sa bene che qualità e risparmio appartengono al mercato e alla produzione svizzera. Oggi su internet ci sono decine di siti di produttori elvetici che offrono grossi quantitativi di marijuana light a prezzi bassi. Abbiamo verificato personalmente e abbiamo capito che sebbene in Italia il blocco alle frontiere persiste, molti di questi grossisti svizzeri spediscono la loro merce direttamente da magazzini italiani. Come la loro merce arrivi in questi magazzini non ci è dato da sapere, quello che però interessa noi è il fatto che è possibile acquistare all’ingrosso dalla svizzera nonostante il blocco alle frontiere. Una situazione paradossale, la quale però ci induce a pensare che se il Ministero della salute sia arrivato a chiedere il blocco delle importazioni dalla svizzera un motivo ci sarà.

Quello che è certo è che in tutta questa faccenda rimane un vuoto legislativo, non colmato nemmeno dall’ultima circolare del Ministero delle politiche agricole (Mipaaf) circa la colticazione delle infiorescenze.

Rimane da auspicarsi, aldilà di singole posizioni personale, che lo Stato intervenga e ponga delle regole certe ed efficaci sia per quanto riguarda la produzione e la coltivazione di cannabis light in Italia, sia per quanto concerne le importazioni da altri stati.

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