Grossisti di canapa olandesi

Perché comprare da grossisti di cannabis light olandesi

Perché la maggior parte delle persone cerca di comprare cannabis light direttamente da grossisti e distributori olandesi? Perché forse in Olanda si riesce a produrre varietà di marijuana light dalle caratteristiche migliori rispetto, ad esempio, a varietà prodotte in Italia.

Perché ciò sia possibile, sia chiaro, debbono necessariamente concorrere diversi fattori, non ultimo (anzi sicuramente il più importante) quello dei semi utilizzati. In Olanda, è noto, hanno sede le più importanti “banche semi” di marijuana del mondo, quelle che vendono le più ricercate varietà di cannabis al mondo . Fin qui tutto chiaro.

Il problema sorge quando in commercio troviamo varietà di cannabis light “ribrandizzata” con i nomi più disparati, delle quali, però, non si conosce la provenienza.

Di questi prodotti si conosce soltanto il livello di CBD e di THC ( sempre sotto lo 0,6%), ma non sappiamo nulla circa la paternità del seme, se di una specie elencata (quindi legale) nel catalogo dell’Unione europea, oppure di un seme non in elenco e quindi non legale.

Il nocciolo della questione quando ci troviamo di fronte a pubblicità di prodotti che arrivano direttamente dall’Olanda piuttosto che dalla Svizzera o dall’Austria, è quello di sapere la qualità del seme che sta dietro il prodotto, in modo tale di avere la certezza di acquistare una genetica legale ed in regola con la legge 242/2016.

La marijuana light venduta nel nostro paese è legale nella misura in cui rispetta la normativa vigente. Secondo la legge italiana ( legge 242/2016) la coltivazione di canapa e la vendita delle infiorescenze è legale purché questa appartenga alle specie consentite dalla comunità europea e purché il limite di THC in essa contenuto non superi la soglia del 0,2%.

Ben 12 delle 87 specie ad oggi inserite nel catalogo, e quindi autorizzate ad essere coltivate nel nostro paese, sono varietà di cannabis italiane, con poco THC e un buon contenuto di CBD (il secondo più importante cannabinoide presente nella marijuana).

I coltivatori olandesi hanno “scritto” la storia della produzione mondiale di marijuana.

Le genetiche migliori, quelle che hanno attraversato epoche, luoghi e incontrato tanta gente, sono proprio quelle uscite dai laboratori olandesi.

Oggi che il fenomeno della marijuana light sta facendo capolino in diverse nazioni europee, numerose aziende olandesi hanno cominciato a produrre cannabis light indoor da destinare ai mercati nei quali è legale collezionare marijuana a basso contenuto di THC.

Oggi non è assolutamente difficile trovare grossisti olandesi che importano o vendono direttamente i loro prodotti depotenziati del THC da vendere su questi mercati, tra cui il nostro.

I grossisti di canapa olandesi godono di fama internazionale, sopratutto per quanto riguarda varietà e genetiche ad alto contenuto di CBD.

Invitiamo chiunque intenzionato ad acquistare per la propria collezione varietà di cannabis light prodotte in Olanda, di verificare la certificazione attestante la varietà di seme utilizzata, i valori di THC e quelli di CBD.

Produzione di canapa light in olanda

La produzione olandese di canapa light segue rigidi schemi produttivi, gli stessi che da decenni caratterizzano l’Olanda e i suoi prodotti tanto celebri in tutto il mondo.

Le coltivazioni di cannabis light avvengono indoor, in serre ermetiche e controllate da personale qualificato.

I sistemi di produzione sono rigorosamente certificati e la produzione avviene, generalmente, per cicli trimestrali.

La coltivazione indoor di canapa olandese non può prescindere dall’utilizzare semi iscritti nel catalogo delle specie stilato dalla comunità europea, nel quale sono elencate le varietà di canapa a basso contenuto di THC.

Detto ciò, i grossisti che vendono canapa dall’olanda devono certificare che il loro prodotto provenga dal seme di una delle 68 varietà certificate dalla comunità europea, e che il contenuto di THC sia conforme alle disposizioni di legge italiane (sotto lo 0,6%).

La coltivazione di marijuana light olandese, generalmente, avviene con semi di piante coltivate indoor, di buona qualità, ed in condizioni ambientali estremamente favorevoli.
Le ore di luce che i coltivatori olandesi dedicano alle loro piante seguono i processi solari naturali, con cicli di luce artificiali.
La produzione indoor ha l’enorme vantaggio di poter essere portata avanti in qualsiasi periodo dell’anno e quindi ottimizzando la resa finale.

Al contrario di quanto si è indotti a credere, in Olanda il consumo di cannabis non è affatto legale come, sbagliando, si è portati a credere.

Per molti Amsterdam è considerata da sempre il paradiso della marijuana, una sorta di porto franco della cannabis e, suo malgrado, simbolo antiproibizionista che dagli anni ’70 ad oggi ha fatto della capitale olandese meta turistica di molti giovani. Per fortuna le cose non stanno esattamente in questo modo.

In Olanda la vendita ed il consumo di “droghe leggere”, tra cui la marijuana e derivati della cannabis, non è affatto libero e legale come si è portati a credere.

Anzi, al contrario, è sempre reato produrre, possedere, vendere e importare droghe.

La legge olandese prevede che il consumo e la detenzione di droghe cosiddette leggere (marijuana e hashish) non è legale, ma solo tollerato e non punito penalmente nella misura in cui una persona viene trovata in possesso di quantità inferiori ai 5 grammi.

Da qui l’equivoco per cui si è portati a pensare all’Olanda come un paese in cui è legale comprare e consumare marijuana liberamente.

Un equivoco che va avanti da molti anni, nato nel 1976 come un tentativo di esperimento sociale sulla tolleranza dell’uso della cannabis, il quale (purtroppo o per fortuna) vede Amsterdam meta turistica per molti appassionati della cannabis. Oggi la legislazione olandese circa il consumo e la detenzione di sostanze stupefacenti è sempre la stessa, e la legge punisce chiunque trovato in possesso di quantità maggiori rispetto quelle tollerate.

Tentativo di liberalizzare la cannabis ad Amsterdam

Solo ora dopo, dopo oltre 40 anni che ad Amsterdam è tollerato (non legale) comprare e consumare marijuana nei coffee shop, il parlamento olandese sta discutendo circa la possibilità di liberalizzare la coltivazione della cannabis, e di conseguenza porre regole più rigide per quanto concerne la vendita all’interno dei coffee shop.

Al momento la Opiumwet (legge olandese del 1976 sulle droghe) prevede una netta distinzione tra la detenzione di “droghe leggere” (cannabis e derivati) e “droghe pesanti” (cocaina, eroina, etc,).

Le “droghe leggere” sono tollerate fino a 5 grammi per uso personale, e possono essere acquistate e consumate solo all’interno di coffee shop autorizzati, ed è severamente vietato il consumo nei luoghi pubblici.

I negozi che vendono marijuana, inoltre, necessitano di autorizzazione per esercitare tale attività, ed hanno l’obbligo di non tenere in negozio più di 500 grammi di prodotti.

Quindi, riassumendo, va detto che in Olanda è sempre reato acquistare e consumare cannabis, ma è anche vero che la legge tollera tale pratica fino al massimo di 5 grammi al giorno di prodotto per persona.

Liberalizzazione della cannabis

In Olanda, abbiamo visto, è ancora oggi considerato reato comprare e far uso di cannabis.

Si può acquistare marijuana all’interno dei coffee shop, i quali molto spesso per rifornirsi fanno ricorso al mercato non propriamente “legale”.

In questo giorni, però, dopo anni di dibattiti e discussioni politiche, il parlamento olandese è intenzionato a mettere ordine in questo importante segmento economico del paese, e sta per approvare una nuova legge sulla coltivazione della cannabis; una proposta di legge che mira a regolarizzare le coltivazioni clandestine attraverso il rilascio di regolari licenze che autorizzeranno i coltivatori professionisti a produrre legalmente marijuana.

In questo modo si introdurrebbe un elemento di tolleranza nuovo, il quale vedrebbe estendere anche ai coltivatori la stessa tolleranza riservata fino ad ora ai consumatori.

Tra gli obiettivi di questa riforma vi è anche l’intenzione del legislatore di distogliere capitali al mercato della criminalità organizzata e far uscire dalla zona “d’ombra” un comparto così importante per l’economia dell’intero paese.

Le regole per chi sceglie di dedicarsi alla coltivazione di cannabis saranno rigidissime, e saranno sia di carattere normativo che procedurale. I grossisti olandesi che sceglieranno di coltivare marijuana saranno sottoposti a controlli severi.

Questi riguarderanno l’ impacchettamento, l’etichettatura, obbligo di elencare dettagliatamente le sostanze chimiche presenti e obbligo di inserire le avvertenze circa i rischi per la salute di chi ne farà uso.

Ad oggi la legge sugli stupefacenti olandese distingue 2 categorie di droghe: categoria 1 e categoria 2, rispettivamente droghe pesanti e droghe leggere. Fanno parte della Categoria 1 le droghe quali la cocaina, l’eroina, e tutte quelle cosiddette “pesanti”. Nella Categoria 2, invece, sono elencate le droghe cosiddette “leggere”, quali l’hashish e la marijuana.

Grossisti di cannabis light

Abbiamo visto che in Olanda la questione del consumo di marijuana si fonda su un concetto fondamentale, legato alla libertà individuale di ogni persona, secondo il quale “ognuno è libero di fare ciò che vuole, entro certi limiti, nel rispetto delle libertà altrui”. Un concetto fortemente liberale, progressista, il quale fa dell’Olanda un Paese civile nel quale i diritti umani vengono rispettati.

In Italia la legislazione attuale autorizza la produzione e la coltivazione di alcune varietà di marijuana (quelle iscritte nel catalogo stilato dalla comunità europea), il cui livello di THC (tetracannabidiolo), vale a dire della sostanza presente nella cannabis e che provoca “sballo”, sia inferiore allo 0,2%.

Una situazione fortemente diversa da quella olandese, ma che tuttavia apre la strada a scenari economiche interessanti, nella misura in cui oggi in Italia molti imprenditori agricoli sono tornati a coltivare cannabis da vendere all’ingrosso su internet oppure da immettere nel mercato della vendita al dettaglio.

Insomma, quello della cannabis light è un mercato legale in graduale ascesa, il quale sta portando nuova linfa ad un settore agricolo per troppo tempo caduto nel dimenticatoio.

Oggi la cannabis light si può comprare e coltivare senza autorizzazioni.

Si può acquistare su internet da coltivatori italiani, grossisti svizzeri o da grossisti olandesi.

Ritenuta innocua perché appunto non venduta per uso ricreativo come avviene in Olanda, la marijuana light venduta in italia è un prodotto destinato esclusivamente al mercato del collezionismo e come tale non ritenuta pericolosa.

L’avvertenza fondamentale nella vendita di marijuana light, all’ingrosso o al dettaglio che sia, è che il prodotto è destinato esclusivamente ad essere utilizzato come oggetto da collezione, come deodorante per ambienti o al massimo come un souvenire da conservare. E’ vietato comprare cannabis light per farne un uso ricreativo, ovvero un utilizzo nel quale è prevista la combustione, l’ingestione o l’inalazione.

 

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