Cannabis Light usi e normative sulla Marijuana legale

Con i termini “cannabis light”, “canapa light”, “erba legale”, “marijuana leggera”, e così via, si fa riferimento a tutta quella varietà di cannabis in commercio legalmente su internet o nei negozi, che presenta un principio attivo inferiore allo 0,6%.

La legge italiana 242/206 stabilisce che coltivare e vendere canapa con un livello di THC (il principio psicotropo della marijuana) non superiore lo 0,6% é una pratica assolutamente legale.

Ecco, dunque, che in forza di tale legge non sussistono più perplessità al riguardo, e che quindi la cosiddetta “marijuana light” é un prodotto liberamente commercializzabile.

Situazione completamente diversa, invece, se il livello di THC presente nelle piante superi lo 0,6%. In questo caso la sostanza smette di essere considerata un prodotto legale, e viene trattata come una sostanza stupefacente con tutte le conseguenze penali del caso.

La legge 242/2016, per amor di cronaca, é una legge scritta e promulgata finalizzata al sostegno e alla promozione della coltivazione e della filiera della canapa, e stabilisce che sono ammesse alla coltivazione e alla vendita soltanto le varietà di canapa provenienti da semi certificati a livello europeo e inseriti nel “catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole”.

Nel catalogo sono elencati circa 68 semi di canapa, tutti a bassissimo contenuto di THC.

Cannabis light approfondimento sulla legalità

Ribadiamo che quello che è importante sapere sulla cannabis light è il fatto che per la legge italiana le infiorescenze sono assolutamente legali purché contengano meno dello 0,6% di THC (il principio attivo che “sconvolge”). Si può acquistare liberamente in negozietti chiamati “Grow shop”, “Coffee shop” o simili, ed è vietata la combustione e l’uso umano.

Avete capito bene, si compra per collezione e non per essere fumata. Da Milano a Roma, da Torino a Catania, centinaia di negozietti vendono marijuana light a persone di tutte le fascie di età, maggiormente quarantenni e cinquantenni.

La Cannabis Light è un nuovo tipo di Marijuana, assolutamente legale in ragione dei livelli di THC e di CBD assolutamente nella norma. Il THC è il principio attivo responsabile degli effetti psicoattivi, per intenderci gli effetti tipici della droga, mentre il CBD è un altro cannabinoide presente nella canapa ma i cui effetti, al contrario, risultano essere benefici e utili nel contrastare diverse patologie.

La questione circa la legalità o meno della marijuana light sembra lasciare spazio a libere interpretazioni. In realtà la coltivazione e vendita di cannabis a basso contenuto di Thc è assolutamemnte legale, e sebbene anche il Consiglio Superiore di Sanità recentemente ha espresso preoccupazione alla libera vendita, la legge italiana stabilisce che la marijuana light è da considerarsi un prodotto legale e di libero commercio purché, come detto, non destinato alla combustione e al consumo umano in ogni sua forma.

La legge che regola la coltivazione e il commercio di cannabis light è la 242/2016, integrata dalla circolare ministeriale del Mipaaf il 23.05.2018 con la quale viene introdotta la possibilità di coltivare canapa per venderne le infiorescenze essiccate.
Nonostante ciò, va detto che il tema della cannabis light è di grande attualità e al centro di un acceso dibattito tra chi vorrebbe una apertura totale del mercato (senza regole e che strizzi l’occhio a posizioni antiproibizioniste) e chi, invece, invoca (vedi il recente parere espresso dal CSS) una rigida regolamentazione atta a contrastare il libero commercio di tale prodotto.
Al riguardo è anche intervenuto il neo ministro alla Sanità Giulia Grillo, la quale ha tranquillizzato il mercato aggiungendo che se una regolamentazione si rende necessaria, è altrettanto vero che non è messa in discussione la libera vendita della marijuana light nei tanti negozi aperti sul territorio italiano.

 

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