Organizzare una coltivazione di canapa non particolarmente difficile da attuare, a patto, ovviamente, che si hanno bene in mente i passi necessari da compiere e si abbiano le idee chiare circa le differenze tra produzione indoor e quella outdoor.

Stando ai dati ufficiali diffusi dalle associazioni di categoria, quello della cannabis è oggi un business di tutto rispetto, attraverso il quale molti giovani imprenditori hanno trovato un modo semplice e appagante di fare impresa nel settore agricolo.

La canapa è un vegetale robusto e resistente, in grado di crescere anche in situazioni climatiche ed ambientali difficili, coltivato da secoli per scopi diversi e oggi coltivabile sia indoor (al coperto) che outdoor (su terreni e campi agricoli).
Indoor e Outdoor sono quindi  le due modalità di produzione della canapa, diversi tra loro, ognuno dei quali con i propri vantaggi e svantaggi.
Le produzioni indoor sono quelle più facili da allestire, ma allo stesso tempo anche le più impegnative nella fase vegetativa e di sviluppo.
Quelle outdoor, al contrario, sono più laboriose da organizzare e da allestire, ma più facili nella fasi successive alla semina.

In questo articolo vediamo dunque di conoscere più nel dettaglio le due differenti modalità di produzione della canapa, cercando di far chiarezza circa le differenze che ci sono tra l’una e l’altra tipologia di coltivazione.

Produzione Outdoor di canapa industriale sativa L.

Abbiamo visto che la coltivazione indoor é quella che si svolge al chiuso, in ambienti controllati e nei é necessario l’intervento costante dell’uomo per tutto il ciclo vegetativo della pianta (semina, sviluppo e raccolto).
Nella coltivazione “outdoor”, al contrario, le coltivazioni avvengono in spazi aperti, su terreni agricoli, giardini o campi, e l’intervento dell’uomo é di molto inferiore rispetto alle coltivazioni in serre.
La produzione di canapa outdoor é, quindi, più facile da condurre e portare a compimento. La canapa si coltiva per una molteplicità di finalità: produzione di CBD (sostanza terapeutica e salutare), per ottenere biomassa ad uso energetico o anche per ricavare infiorescenze di “marijuana leggera” a basso livello di THC (sostanza psicotropa della canapa).
Per quanto riguarda l’organizzazione e le tecniche di coltivazione outdoor, é necessario pianificare il lavoro considerando preventivamente i seguenti fattori:

1) Clima e scelta del seme

2) Studio del terreno

3) Preparazione del terreno

4) Semina

Il Clima

La prima considerazione da fare prima di procedere con una coltivazione di canapa é quella relativa alla/e varietà che si intende coltivare. Tale scelta, oltre che rispondente a motivazioni personali, deve tener conto delle finalità della produzione, se si vuol ottenere canapa per uso cosmetico, tessile o per estrarre olio ed essenze, o piuttosto coltivare piante per avere fiori di canapa light.
In base a tutto questo, é necessario altresì considerare la zona da un punto di vista climatico. Zone più umide e nelle quali le piogge sono più abbondanti vanno bene per un tipo di produzione, mentre zone più calde e asciutte sono più indicate per altre.

Studio del terreno

Lo studio del terreno deve essere effettuato da laboratori specializzati, i quali restituiscono risultati fedeli ed attendibili circa la composizione chimica del terreno sul quale andremo a seminare i semi di canapa. Sappiamo quanto le sostanze nutrienti come il fosforo, l’azoto, il calcio ed altre costituiscano l’apporto essenziale di cui ogni vegetale ha bisogno. Ecco allora che conoscere il tipo di terreno sul quale andremo a piantare i semi di canapa ci fornirà quelle informazioni preliminari che ci aiuteranno a capire in anticipo la qualità del prodotto.

Preparazione del terreno

La prima domanda che dobbiamo porci nel momento in cui decidiamo di iniziare una produzione di canapa outdoor, é quella se ciò avverrà in vasi, in contenitori ad hoc, oppure la semina avverrà direttamente in terra sul campo aperto.
Per quanto riguarda le prime due opzioni, bisogna acquistare del terreno già ricco di sostanze nutrienti e provvedere a riempire i vasi o i contenitori.
Nel caso in cui decidessimo di seminare direttamente in terra, allora il terreno dovrà essere preparato con aratro e concimato per bene.

La semina

Generalmente il periodo migliore per procedere con la semina outdoor dei semi di canapa é inizio primavera. Fine Aprile e inizio Maggio sono il periodo migliore.
La semina, una volta stabilito la varietà di seme da porre a dimora, avviene per mezzo di una comune seminatrice utilizzata per il grano, oppure procedere manualmente.
La distanza dei semi viene indicata da chi vende il seme, che ricordiamo deve essere un seme certificato a livello europeo e iscritto nel catalogo ufficiale.

Conclusioni

 

In conclusione ci sentiamo vivamente di consigliare chiunque volesse iniziare a produrre canapa outdoor di iniziare con piccoli spazi di terra, meno impegnativi e attraverso i quali studiare le condizioni del terreno, climatiche e ambientali della zona dove poi eventualmente puntare su colture più ampie ed impegnative.

Se invece siete coltivatori alle prime armi e senza esperienza pregressa, allora vi consigliamo vivamente di abbandonare l’ipotesi della coltivazione outdoor, e dedicarvi a quella indoor cominciando con uno o al massimo due vasi.

In commercio esistono varietà di semi detti  autofiorenti, adatti per uso outdoor in ragione di moltissime caratteristiche che li rendono adatti a questo scopo (semina in tutti i periodi dell’anno, crescita rapida, indipendenza dalle ore di luce, adatti alla riproduzione per talea, etc).

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